Introduzione al documento “Panacea”

Lo scopo di questo lavoro è quello di raggiungere la più ampia condivisione circa gli obiettivi prioritari della esistenza umana e per fare ciò credo sia essenziale partire da affermazioni generalmente condivise.

Dunque, inizierei col dire che il nostro non è il migliore dei mondi possibili: la presenza umana sulla Terra è fin troppo al di qua del migliore dei mondi possibili che porsi in posizione critica nei confronti della realtà attuale è segno di consapevolezza e il primo passo verso il miglioramento.

Un’altra affermazione facilmente condivisibile credo sia che la stragrande maggioranza degli esseri umani non possiede i mezzi per controllare e gestire le risorse vitali, le quali sono sempre più sotto il controllo della minoranza dei super ricchi.

Mai prima d’ora nella Storia umana si era vista una tale supremazia degli oligarchi, la quale ora si estende su ogni angolo del pianeta, su ognuno di noi.

Non sempre semplificare significa banalizzare e, nel caso nostro, credo che il detto “a mali estremi, estremi rimedi” possa essere d’aiuto, se inteso in senso funzionale.

Cioè a dire che la consapevolezza di essere tenuti fuori dalle stanze del potere globalista rende assai più logica, intelligente e funzionale la cultura del sospetto che quella della fiducia o della speranza che chi detiene il potere non ecceda i limiti del ragionevole.

Pensare e agire come se i potenti fossero una coalizione interessata a privare la grande massa di potere critico e capacità di reazione non è più un atteggiamento liquidabile e banalizzabile con lo stigma di ‘complottismo’.

Soprattutto quando è proprio il mainstream a investire l’opinione pubblica di epiteti squalificanti, volti ad emarginare la dissidenza, anziché aprire dibattiti fra personalità dotate di pubblica credibilità.

Per chi, come a me e a voi, non resta altro che il fondato sospetto di essere “sotto messi” ad un sistema economico finanziario capace di tutto, la adozione del pensiero complottistico non è una facile banalizzazione, bensì il più logico, intelligente ed efficiente estremo rimedio ai mali estremi di cui non possiamo neanche inquadrare la effettiva pericolosità.

In sintesi, se ha senso affermare che l’umanità è sempre più divisa in due, da una parte il manipolo che controlla tutto al 99% e sotto il 99% del popolo che controlla poco il rimanente 1%, è indiscutibilmente più strategico per noi pianificare un percorso teso a proteggere i nostri interessi di maggioranza in quanto gravemente minacciati dagli interessi in conflitto con quelli della minoranza dominante.

Questo approccio strategico, se accompagnato da scelte tattiche coerenti, è il solo in grado di ridurre la pericolosità dell’avversario fino all’annichilimento.