Chi è Alessandro Matteucci?
Mi hanno definito in molti modi: artista poliedrico, poeta, guerriero, amico affidabile; io mi ritengo un personaggio virtuale immerso nella finzione quantistica.
Ho preso atto del potenziale di questo personaggio in cui “abito” e, sempre sulle basi della meccanica quantistica, ho formulato una mia personale filosofia esistenziale (reperibile nei quattro video “PROTEXIS” presenti su questo sito) riassumibile come segue: siamo portali emozionali.
Come sei arrivato al progetto Umanesimo Quantistico?
L’origine logica e cronologica del progetto Umanesimo Quantistico parte dalla presa di coscienza del fallimento umano lungo il cammino della lotta del bene contro il male.
Il dato incontrovertibile dal quale sono partito è il fatto che nessuna delle strategie adoperate sin qui dal genere umano è mai riuscita a traghettare l’umanità lontano dai flutti tempestosi dell’avidità e dell’egocentrismo fino alla riva di un equilibrio luminoso e stabile.
Non ci sono riusciti i santi, non ci sono riusciti gli eroi, non ce l’hanno fatta i re, gli imperatori, né i movimenti di piazza e neppure, tanto meno, i partiti politici.
I singoli individui capaci di sopraelevarsi alle meschinità umane sono rimasti casi unici e rari.
Umanesimo Quantistico è quindi l’approdo dell’analisi storica e sociologica del comune denominatore del maggiore fallimento dell’Umanità intera, cioè a dire l’avidità individuale.
Se l’avidità risulta essere storicamente una variabile tanto presente e diffusa, fino ad acquisire carattere dominante, dobbiamo chiederci se sia possibile usarla come forza uguale ma contraria, al fine di capovolgere i destini dell’intera Umanità.
Su queste basi e con un approccio di tipo scacchistico, ho tenuto di gran conto la Mossa epocale che ha tenuto in scacco l’Umanità intera nella partita contro i dominatori, sfruttatori: cioè il controllo del denaro. Mossa geniale da parte del nostro avversario, dobbiamo riconoscerlo, poiché, se hai di fronte una Umanità dominata dall’avidità, imporre una economia imperniata su valori limitati, controllati da un’élite, rappresenta la strategia scacchistica ideale a vantaggio dei pochissimi dominatori.
Ma cosa succederebbe se sostituissimo il denaro con la reputazione?
L’avidità rimarrebbe la stessa, ma gli effetti sarebbero sconvolgenti.
Questa è l’epoca della Meccanica Quantistica e dell’algoritmo di Sentiment Analysis, cioè a dire degli strumenti filosofici e logistici capaci di traghettare l’umanità lontano dai flutti tempestosi dell’avidità e dell’egocentrismo fino alla riva di un equilibrio luminoso e stabile. E tutto ciò in forza dello stesso paradosso che ci ha reso schiavi e infelici fin qui.
Spiega brevemente qual è la filosofia del progetto Umanesimo Quantistico?
La filosofia alla base del progetto Umanesimo Quantistico è reperibile nella sua piena complessità dai documenti video e testuali presenti qui su questo sito, in particolare il documento testuale “PANACEA”, riassumerla brevemente significa approssimare e violarne l’integrità.
Detto ciò, posso dire che le scoperte quantistiche hanno rivoluzionato completamente l’idea di essere umano fornita dalla fisica classica. Uso la seguente metafora per sintetizzare il concetto: con la scoperta delle nuove leggi fisiche, l’uomo cessa di essere una cinepresa e diventa un proiettore.
Quindi, sorge spontanea la domanda: cosa posso/devo proiettare?
La mia risposta è la seguente: è in corso la epocale partita a scacchi dell’Umanità, che vede contrapposti i pochi dominatori contro la moltitudine dei dominati, quindi, la mia proiezione deve concentrarsi sulla soluzione di questo conflitto, prima di potersi dedicare alla proiezione degli infiniti altri racconti che albergano nel personaggio che abito.
Cosa c’è nel futuro di Umanesimo Quantistico?
Premesso quanto detto sopra, ovviamente, nel futuro di Umanesimo Quantistico c’è la diligente e coerente attuazione del piano strategico/tattico imperniato sulla sostituzione del valore monetario col valore umanitario, come spiegato nel documento testuale “APP & ROAD MAPP” scaricabile dal sito.
Qualcuno potrebbe pensare che tutto questo sia utopico, cosa rispondi?
Utopia significa luogo che non esiste.
Esiste un mondo dominato da pochi che schiavizzano la maggioranza grazie al controllo del denaro?
Se rispondiamo sì è proprio il nostro, segue la domanda:
Esiste una tecnologia capace di percepire i sentimenti di ciascuno di noi e di tradurli in numeri credibili?
Se rispondiamo sì è presente proprio nel nostro mondo attuale e questa tecnologia prende il nome di algoritmo di Sentiment Analysis, segue la domanda:
Esiste la possibilità di sostituire i numeri monetari con i valori derivanti dai nostri sentimenti, cioè il giudizio che diamo a favore di ciò che non ci fa sentire minacciati e contro ciò che ci fa sentire minacciati?
Se rispondiamo sì, allora il luogo di cui parlo è tutt’altro che inesistente, è il nostro mondo, è la vita nostra e dell’Umanità a venire. L’esatto opposto di una utopia.
In questo nuovo luogo, reale e a portata di mano, gli avidi (categoria dominante nell’intera Storia umana) per essere ricchi dovranno capovolgere le proprie strategie e tattiche, adeguandosi al sentimento della maggioranza.
Nei documenti reperibili sul sito, si possono trovare le argomentazioni che spiegano il paradosso e risolvono ogni ulteriore perplessità.
